Udine, 09 nov - Un'Europa capace di affrontare le sfide della globalizzazione, grazie alle istituzioni comunitarie, e nello stesso tempo in grado di dialogare e di coinvolgere i cittadini, grazie alle istituzioni regionali. È un'Europa che sa integrare il federalismo degli Stati da un lato, e il regionalismo dall'altro, quella delineata oggi a Udine, nella giornata conclusiva dell'Assemblea delle Regioni d'Europa presieduta da Rioccardo Illy, dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. Certamente l'Unione europea, ha ricordato Barroso, è nata da un'iniziativa degli Stati, ma al suo interno il pensiero regionale e la spinta regionalista sono stati sin dall'inizio molto forti. Unione europea da un lato e Regioni dall'altro costituiscono insomma due risorse fondamentali per gli Stati nazionali, di fronte alla duplice sfida della globalizzazione e di una richiesta di sempre maggiore partecipazione da parte dei cittadini. "Il regionalismo - ha osservato - non è una questione tecnica, di distribuzione dei poteri, ma una questione fondamentale che coinvolge l'idea stessa di Europa, di un'Europa democratica e vicina ai cittadini". Affinché le Regioni possano svolgere pienamente il loro ruolo, è necessario secondo il presidente della Commissione, rafforzare la cooperazione interregionale e transfrontaliera, mentre il sistema di trasferimento di risorse dall'Unione alle Regioni deve cambiare: dai sussidi per ridurre i divari, occorre passare a una logica di investimenti per aumentare la potenzialità regionali. Barroso si è detto più ottimista oggi, rispetto a due anni fa, sul futuro dell'Europa. "Abbiamo indubbiamente attraversato un momento difficile, imboccato una strada a senso unico, rinfocolando contro l'Europa tutti gli scettici e i cinici", ha detto. "Ma ne siamo venuti fuori a testa alta, grazie alle riforme che abbiamo introdotto. Siamo sulla strada giusta", ha concluso riferendosi al nuovo Trattato di Lisbona. ARC/PF