Erto e Casso, 26 ott - "La tragedia del 1963 sia non solo memoria, ma anche insegnamento affinché catastrofi del genere non possano mai più ripetersi". In perfetta sintonia, il presidente della Regione, Riccardo Illy, e il sindaco di Erto e Casso, Luciano Pezzin, hanno lanciato questo monito al momento di avvio dei lavori della Giunta regionale, riunita oggi nel Municipio di Erto e Casso. Nel salutare e ringraziare la Giunta regionale per aver scelto il suo Comune per la seduta ("un modo concreto per avvicinare le istituzioni alla gente e alle realtà locali"), il sindaco Pezzin ha illustrato i programmi di sviluppo dell'Amministrazione comunale. "Dopo decenni di lacrime per la tragedia che ci ha colpito e per le sue conseguenze - fra l'altro da 1.900 abitanti siamo ora a meno di 500 - possiamo dire di aver voltato pagina e di guardare finalmente avanti. Aiutati in ciò anche dalla Regione, che ha saputo e sa corrispondere alle nostre necessità e attese", ha affermato Pezzin. Da qui tutta una serie di iniziative legate al turismo (sono almeno 120-150 mila all'anno le persone che visitano l'area della diga del Vajont teatro della catastrofe del 1963), per il quale servono servizi adeguati. Ma legate anche alla memoria della tragedia: tra queste, una mostra itinerante di foto in 3D, attualmente al Museo regionale di Storia naturale di Torino e in una scuola di Belluno. E, ancora, l'EcoMuseo del Vajont, un concorso di idee per la sistemazione della zona della frana, considerata "sacra" e per la quale si attende il riconoscimento dell'Unesco. Ma anche iniziative legate al recupero urbanistico del Comune (che ha aderito all'Associazioni Comuni Alta Valcellina): grazie all'inserimento nella legge regionale sui centri storici, sono in atto interventi di recupero e arredo urbano nella frazione di Casso, mentre sono in programma sistemazioni nell'abitato di "Erto Vecchia". Per il presidente Illy "la presenza oggi in questo comune è un atto dovuto quale riconoscimento dei sacrifici patiti da questa comunità e della volontà di rinascita che la contraddistingue. Il vostro essere terra di confine tra due regioni può essere anche un vantaggio nel senso che può attrarre un movimento turistico doppio". "Altrove - ha continuato il presidente - abbiamo riscontrato che esiste un certo ritorno dei giovani verso la montagna e quindi verso un ambiente ancora incontaminato per 'viverci' con iniziative nuove. L'auspicio è che questo movimento possa riguardare anche quest'area dell'Alta Valcellina". "In questi anni la Regione ha cercato di corrispondere alle vostre attese e continuerà a farlo con l'augurio che lo sviluppo turistico che state vivendo possa consolidarsi ed estendersi dalla sola memoria alla conoscenza delle bellezze ambientali della zona". ARC/Nico Nanni