PORTO MONFALCONE: SERRACCHIANI, SBLOCCATA SITUAZIONE INCANCRENITA

Trieste, 06 ago - "Un incontro operativo, che ha permesso di sbloccare una situazione ferma da troppo tempo, che rischiava di incancrenirsi". Lo ha detto la presidente della Regione Debora Serracchiani, al termine della riunione con tutti i soggetti - regionali e statali - che hanno competenza sul porto di Monfalcone. L'incontro di oggi, che segue la convocazione del Comitato consultivo del 23 luglio scorso, è stato promosso dalla stessa Serracchiani, per chiarire i problemi del porto. Erano presenti, oltre alla Regione, il Comune di Monfalcone e la Provincia di Gorizia, con il sindaco Silvia Altran e il presidente Enrico Gherghetta, l'Azienda speciale e il Consorzio industriale; per quanto riguarda i soggetti statali hanno partecipato i rappresentanti di Capitaneria di porto, Genio civile-Opere marittime, Agenzia del demanio, Agenzia delle dogane e Guardia di finanza. Sono stati in particolare affrontate le questioni dello scavo del canale di accesso al porto, delle procedure per rendere operative le banchine cosiddette "1, 2 e 3", del nuovo Piano regolare del porto. La presidente ha voluto stabilire puntualmente "chi fa che cosa" sulle diverse questioni aperte, definendo "tempi e modi" per risolverle. Una nuova riunione con tutti i soggetti sarà convocata subito dopo il ponte di Ferragosto, tra fine mese e inizio di settembre. "È necessario - ha detto la presidente Serracchiani - compiere uno sforzo da parte di tutti, nel rispetto delle norme e delle rispettive competenze, per risolvere i problemi. Resta comunque l'esigenza di ripensare e ricondurre a sistema la 'governance' del porto di Monfalcone". La riunione di oggi ha permesso al sindaco di Monfalcone Altran di illustrare le linee generali del nuovo Piano regolatore del porto che il Comune, in accordo con tutti i soggetti interessati, si appresta a preparare. Con il nuovo strumento di pianificazione, si pensa di valorizzare soprattutto la flessibilità operativa del porto, sfruttando le ampie aree alle spalle delle banchine. Questo significa far convivere diversi tipi di traffico con la zona interscambio merci e con le industrie che hanno bisogno di un accesso diretto al mare, puntando ad attirare investimenti privati. ARC/PF