Udine, 10 dic - Il mondo politico regionale ha festeggiato oggi il traguardo dei 90 anni del senatore Mario Toros, nato a Pagnacco (UD) il 9 dicembre del 1922, una delle figure più rappresentative di quella classe dirigente friulana formatasi nella Resistenza e nell'esperienza del cattolicesimo sociale. Il presidente della Regione Renzo Tondo ha partecipato oggi alla cerimonia promossa, a palazzo Belgrado a Udine, dal presidente della Provincia Pietro Fontanini, per la consegna di una medaglia al senatore. Mario Toros, dopo aver militato nelle Brigate partigiane della Osoppo, ha iniziato nei primissimi anni del dopoguerra l'impegno sindacale nella CISL, a partire dal lavoro come operaio in fabbrica, parallelamente all'impegno politico e istituzionale come consigliere comunale, consigliere e assessore provinciale a Udine, segretario della Democrazia Cristiana. Parlamentare dal 1958 per quasi un trentennio, è stato più volte sottosegretario e anche ministro del Lavoro alla metà degli anni Settanta (un ''ministro-operaio'', come è stato sottolineato oggi). Molto cari al senatore Toros sono stati i temi dell'Autonomismo friulano, della valorizzazione della lingua friulana e dell'emigrazione, come conferma il suo lungo impegno alla guida dell'Ente Friuli nel Mondo. ''In un momento particolarmente delicato e difficile per la nostra comunità regionale - ha detto il presidente Tondo rivolgendosi al senatore Toros - tu puoi fare ancora molto per il Friuli Venezia Giulia; puoi continuare a dare un contributo importante grazie all'esperienza e alle relazioni che hai potuto maturare nel corso del tuo lungo tragitto politico, grazie alla credibilità che ti sei conquistata con la serietà che tutti ti riconoscono''. Nel ringraziare per i festeggiamenti organizzati in occasione dei 90 anni, il senatore Toros ha rievocato nel suo intervento alcuni passaggi importanti della sua vicenda politica, senza tuttavia rinunciare a parlare dei problemi di oggi e della prospettive di domani. ''Non dobbiamo dimenticare il passato - ha detto - ma nello stesso tempo è nostro dovere guardare al futuro, alle nuove generazioni''. ARC/PF