Udine, 24 nov - "Dal monitoraggio dell'Ufficio Scolastico Regionale emerge che nell'anno scolastico 2012/2013 vi è stato un aumento di 9.000 adesioni allo studio della lingua friulana nella scuola primaria che quindi conta in totale 35.000 alunni. Partiamo da questo dato confortante per rilanciare, in questo momento di grave crisi, i valori della nostra specialità che ogni giorno che passa viene mutilata dal Governo. Spero che l'intera comunità friulana e i parlamentari di buona volontà non ci lascino soli nel tentativo di salvare la specialità di questa regione. Se la perdessimo non sarebbe solo la morte della lingua friulana, sarebbe un danno enorme per tutto il Friuli Venezia Giulia".
Questo l'invito dell'assessore regionale alla Cultura Elio De Anna, a cui si è aggiunto l'appello del presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz, in conclusione della prima Conferenza regionale sulla tutela della minoranza linguistica friulana. Nell'analisi di De Anna la Conferenza è stato "un incontro positivo che ha cercato di fare il punto su due aspetti, la politica linguistica che è stata affrontata dall'assessore Molinaro, e la politica culturale. L'obiettivo comune è quello di mantenere i presupposti della nostra specialità, una specialità responsabile che si è concretizzata negli anni in settori e servizi cruciali di eccellenza". Al mondo degli operatori culturali che si occupano di promozione e tutela della lingua friulana De Anna ha chiesto "una maggiore capacità di fare rete". "Il piccolo - ha commentato l'assessore - è molte volte bello ma rischia oggi di rimanere stritolato da una crisi globale che non risparmia nessuno: il bollettino di guerra in questi tempi, non occorre ricordarlo, è impietoso: migliaia di posti di lavoro persi, riduzione di 1 miliardo e 44 milioni di euro di trasferimenti dallo Stato alla nostra regione".
Da parte del presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz è stata ribadita la necessità di considerare "la promozione della lingua friulana non solo come un dovere istituzionale e un valore culturale in se stesso ma anche come un'opportunità di crescita socio economica come insegnano i modelli europei più avanzati, la Catalogna in primis. Investire nella lingua - ha ribadito Franz - è uno strumento ancora più cruciale in momenti di revisione della spesa pubblica". Franz ha indicato soprattutto nel coinvolgimento delle fasce più giovani della popolazione la vera sfida della politica linguistica e ha auspicato che "le ragioni che ci uniscono in questo obiettivo siano più forti di quelle che dividono". Nella sessione pomeridiana della Conferenza, moderata dal presidente dell'ARLeF-Agenzia regionale per la lingua friulana Lorenzo Zanon, alla quale hanno partecipato i vertici della direzione regionale Cultura e Relazioni internazionali e comunitarie - il direttore centrale Augusto Viola e il vice Giuseppe Napoli, nonché direttore del servizio Corregionali e Lingue minoritarie - sono intervenuti numerosi rappresentanti degli enti di primaria importanza per la tutela del friulano contribuendo ad un dibattito costruttivo per il futuro della politica linguistica e culturale. ARC/EP