Trieste, 23 nov - Nell'arco di questi anni siamo riusciti a garantire l'invarianza del sistema, cosa che nessuna Regione italiana è stata in grado di fare. Abbiamo assicurato una qualità elevata del TPL-Trasporto Pubblico Locale che qui oggi c'è, al contrario di quanto avviene in altre regioni.
La finanziaria regionale presenta però un fabbisogno di taglio di 390 milioni di euro per imposizione del Governo ed è una manovra che pesa. I numeri di contenimento, per quanto riguarda infrastrutture, trasporti e lavori pubblici, raggiungono il centinaio di milioni di tagli. Pertanto, rispetto ad un fabbisogno di circa 134 milioni per il 2013, ne abbiamo 120 da destinare al TPL, con una riduzione all'inizio dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2012, del 4,5 per cento. Questo il quadro disegnato dall'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Riccardo Riccardi ai sindacati che questa mattina hanno partecipato all'incontro organizzato dall'esponente dell'Esecutivo in Consiglio regionale. Molte le persone in piedi, pacato il confronto tra gli esponenti di Cisal, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, USB Lavoro privato ed un assessore che, con estrema chiarezza, ha invitato tutti a riflettere in prospettiva sull'opportunità di pensare ad un patto sociale "che va fatto e garantito globalmente", impegnando coerentemente e responsabilmente tutti gli attori del sistema. "Al netto delle voci di spesa e degli obblighi assunti, nella sostanza abbiamo cercato di mettere in sicurezza le misure legate al Porto di Trieste, garantito i collegamenti ferroviari che uniscono Udine e Trieste a Roma e Milano, che da soli valgono 2 milioni di euro, e per quanto riguarda la casa (altro settore di competenza di Riccardi) riusciamo a dare copertura finanziaria alle domande presentate entro quest'anno e garantiamo alle ATER il fondo sociale".
La Regione inoltre continuerà a mettere a disposizione dei Comuni i quasi 5,4 milioni necessari al sostegno delle famiglie in difficoltà, ma tutte le altre voci di spesa sono sostanzialmente azzerate" ha continuato l'assessore, aggiungendo che "i tagli sono comunque inferiori a quelli effettuati in altre regioni". Riccardi ha ricordato l'incontro di ieri con le Province in cui ha chiesto alle stesse "di fare un fronte comune nei confronti delle Aziende di TPL, con le quali va fatto un ragionamento legato alla riduzione di parte dei costi d'esercizio, anche perché alcune Province ed alcuni Comuni sono anche azionisti delle Aziende stesse". L'assessore ha quindi osservato che nella trattativa tutti debbono fare la loro parte "perché abbiamo sì il tema del servizio, ma anche quello occupazionale, che preoccupa tutti" e, pur dichiarando di considerarla una ratio estrema anche rispetto all'atteggiamento delle Aziende in relazione ai loro margini, ha assicurato che, nel caso, per questo settore sono utilizzabili gli ammortizzatori sociali in deroga. Esprimendo apprezzamento per la difesa, da parte della Regione, dei capisaldi della salute, del sociale e delle infrastrutture e per la chiarezza con cui Riccardi ha affrontato il tema del TPL le organizzazioni sindacali hanno ribadito che nel complesso la riduzione di fondi prospettata è eccessiva, specie se rappresenta il primo passo di un 'work in progress' che proseguirà negli anni a venire e potrebbe comportare, sin da ora, il taglio di circa 150 posti di lavoro. ARC/LVZ