CASTELLO DI COLLOREDO: MOLINARO E RICCARDI, UN PERCORSO VIRTUOSO

Colloredo di Monte Albano (UD), 10 nov - "Se oggi siamo qui non è un caso". È toccato agli assessori regionali ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi e all'Istruzione Roberto Molinaro ricordare le tappe che hanno portato all'avvio dei lavori di ricostruzione del castello di Colloredo di Monte Albano, intervenendo nel seminario di approfondimento organizzato oggi, nella sede della Comunità collinare, in occasione della cerimonia di posa della prima pietra. L'assessore Molinaro, già sindaco di Colloredo, presidente della Comunità collinare del Friuli e consigliere regionale, è stato definito dal commissario straordinario per il recupero del castello Vittorio Zanon "il vero padre della legge regionale 66 del 1991", che ha reso possibile l'inizio concreto dei lavori. Un percorso che parte da lontano, come ha spiegato Molinaro, dai primi lavori di puntellamento subito dopo il terremoto, a cura della Soprintendenza, e dalla schedatura degli edifici danneggiati, che ha costituito la base indispensabile per la legge del 1991 e per tutto il complesso progetto di ricostruzione. Una legge specifica per il castello di Colloredo si è resa indispensabile, ha ricordato l'assessore, per la situazione particolare del compendio, interamente di proprietà privata. Fondamentali sono state anche le direttive per il recupero, approvate nel 2000, che hanno previsto una soluzione mista, di tipo pubblico-privato. L'uso della parte pubblica è stato concepito in modo flessibile: museo ma anche spazi per mostre e per convegni. "L'intervento della Regione non finisce qui", ha detto Molinaro; "Non si tratta soltanto - ha aggiunto - di portare a termine un'opera materiale, di mura e di sassi, ma di valorizzare una risorsa straordinaria. L'obiettivo è una sorta di ritorno alle origini: la famiglia Walsee-Mels, che ha fondato il castello nel 1302, veniva dalla lontana Svevia e ha lasciato testimonianze della sua presenza in molte città europee. Dobbiamo allora fare del castello un caposaldo dell'Europa, un'Europa della cultura e dei popoli". L'assessore ai Lavori pubblici Riccardi si è soffermato sull'opera di ricostruzione del Friuli terremotato, che il progetto di Colloredo chiude materialmente e simbolicamente. "Quella del Friuli - ha detto - è stata una ricostruzione senza precedenti, che ci è riconosciuta in tutto il mondo e che ha avuto alcuni protagonisti che dobbiamo ringraziare e ricordare, gli ex presidenti della Regione Antonio Comelli e Adriano Biasutti, uomini del fare, ai quali dobbiamo sempre ispirarci". In Friuli è stata realizzata un'operazione di "riappropriazione del perduto", secondo il principio di "ricostruire tutto dov'era e com'era", che è confermato oggi dal progetto di Colloredo. Ai piedi del castello distrutto, nei giorni successivi al terremoto, mano ignota aveva posto un cartello con la scritta "Risorgerà". "Oggi noi onoriamo quel testamento", ha concluso Riccardi. ARC/PF