Marano Lagunare (UD), 8 nov - Una gestione controllata e autonoma della pesca in tutto il Nord Adriatico che, dalle Regioni italiane Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, si allargherà anche alla Slovenia e alla Croazia, in un dialogo sempre più diretto con gli organismi dell'Unione europea.
Sono queste le prospettive che si aprono grazie al Distretto pesca Nord Adriatico, che ha avviato oggi a Marano Lagunare la sua concreta attività operativa con un incontro pubblico, svoltosi nella sala della Vecia Pescheria, che ha permesso un primo confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo della pesca del Friuli Venezia Giulia. All'incontro, che è seguito ad una riunione del Comitato di gestione, erano presenti gli assessori regionali con competenza nel campo della Pesca del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino e del Veneto Franco Manzato, che ha anche il ruolo di coordinatore di turno. In apertura ha portato il suo saluto il sindaco di Marano Lagunare Mario Cepile, mentre per il ministero delle Politiche agricole e alimentari ha partecipato la dirigente Maria Severina Liberati. "Il Distretto - ha spiegato Violino - è un organismo di coordinamento e di confronto ormai indispensabile per applicare gli indirizzi comunitari, che puntano ad arrivare ad un'attività di pesca controllata e sostenibile, di fronte alla diminuzione della fauna ittica. Il prossimo passo sarà quello di allargare il Distretto anche all'Istria e una parte della Dalmazia".
"Il mare del Nord Adriatico - ha detto il coordinatore Manzato - ha delle specificità molto precise. Il Distretto ci permetterà di valorizzarle attraverso il riconoscimento della nostra autonomia da parte dell'Unione europea. Vogliamo essere autonomi per competere meglio con il resto del mondo". L'incontro pubblico di oggi, che ha segnato l'avvio della concreta fase operativa, ha permesso di fare il punto sui primi risultati del coordinamento interregionale, dopo la formale costituzione del Comitato di gestione in luglio a Chioggia, sulla base di una relazione presentata da Marina Bortotto, direttore del servizio Risorse ittiche e biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia. ARC/PF