Colloredo di Monte Albano (UD), 06 nov - Un altro cantiere che si apre, ma non un cantiere qualsiasi: la restituzione alla comunità regionale di un simbolo della sua storia e della sua identità, che chiude l'opera di ricostruzione del Friuli terremotato.
L'assessore regionale ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi ha partecipato oggi, nella sede della Comunità collinare del Friuli, alla firma di affidamento dei lavori per il restauro del castello di Colloredo di Monte Albano, un monumento capace di raccontare sette secoli di storia del Friuli, un luogo simbolico legato ai nomi delle famiglie Colloredo e Nievo e al romanzo "Le confessioni di un Italiano" di Ippolito Nievo. Alla firma di oggi, che segna l'avvio concreto della ricostruzione, erano presenti il sindaco di Colloredo Ennio Benedetti e il commissario straordinario per il recupero del castello Vittorio Zanon. Per i lavori del primo stralcio la Regione ha stanziato 18,5 milioni di euro, di cui 10 per le sole opere di cantiere. Ci vorranno più di cinque anni per finire questa prima parte, che comprende i più importanti corpi di fabbrica; seguiranno quindi ancora due-tre anni per il secondo stralcio, già in parte finanziato, con il completamento del mastio.
Siamo di fronte, ha ricordato l'assessore regionale Riccardi, ad un'opera estremamente complessa per il suo valore storico-culturale. "Nel recupero del castello - ha detto - viene riproposto il modello istituzionale e metodologico che ha portato al successo della ricostruzione del Friuli: il ruolo dei sindaci e il principio di ripristinare tutto dov'era e com'era. Questo modello è il frutto di una classe dirigente che la Regione ha saputo esprimere, fatta di uomini responsabili capaci di scelte forti". Nei giorni successivi al terremoto, una mano ignota aveva posto ai piedi del castello diroccato un cartello con la scritta "Risorgerà". "Oggi - ha detto il sindaco Benedetti - è per noi una data storica, il coronamento di un sogno che dura dal 1976". ARC/PF