UN "TAVOLO" REGIONE-SISTEMA ECONOMICO FVG PER FS

Udine, 26 ott - Il Gruppo FS-Ferrovie dello Stato parla spesso di razionalizzazione, ma per il sistema economico legato al mondo del trasporto ferroviario di tutto il Friuli Venezia Giulia, dai consorzi industriali a Confindustria, dagli interporti ai terminal intermodali, l'azione di Ferrovie dello Stato punta di fatto ad un depotenziamento del trasporto su ferro nella nostra regione. Per questo motivo, dall'odierno incontro di Udine dell'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi dedicato ai raccordi industriali, è emersa chiaramente la volontà di proseguire i lavori del "tavolo" Regione-consorzi e Zone industriali-terminal logistici per interloquire con FS e soprattutto con il Governo nazionale sulle politiche del trasporto ferroviario in Friuli Venezia Giulia. Un "tavolo che ha dato sin qui positivi risultati e che vogliamo quindi ampliare", ha osservato l'assessore Riccardi trovando unanime consenso in tutti i partner che hanno preso parte alla riunione di oggi (ZIU, Consorzio Ponte Rosso, Consorzio industriale Monfalcone, CIPAF, Interporto Pordenone, Fernetti, SDAG Gorizia e Confindustria Udine), ma che per avere la giusta "massa critica" deve necessariamente coinvolgere anche l'Autorità portuale di Trieste e tutto il sistema dei terminalisti - spedizionieri, ecc. - che agiscono nella catena del trasporto merci in regione. Proprio i piani di possibile intervento del Gruppo FS nel Porto di Trieste, ha indicato Riccardi, possono infatti essere la chiave di volta di un diverso "interesse" dell'azienda ferroviaria nazionale per il Friuli Venezia Giulia e le sue esigenze ferroviarie, che si identificano anche nella sopravvivenza dei tanti raccordi ferroviari industriali operativi in regione: sono oltre una cinquantina gli utenti raccordati con la rete ferroviaria, che oggi debbono fare i conti con la richiesta di FS di un significativo aumento dei cosiddetti canoni di allaccio. I relativi accordi, secondo FS, devono essere sottoscritti entro dicembre 2012 e più di un consorzio sta autonomamente percorrendo la strada della sottoscrizione di tale protocollo, pena, altrimenti, la cancellazione delle "tracce" di transito. L'azione forte della Regione, ha rilevato il presidente del Consorzio per lo Sviluppo industriale dell'Aussa Corno Tullio Bratta, ha comunque portato ad alcune importanti e radicali modifiche alle iniziali richieste di Ferrovie, con la definizione di una moratoria per 2 anni per gli interporti di valenza nazionale (Cervignano del Friuli), la riduzione dal 10 al 50 per cento della cosiddetta "quota B" (una quota variabile calcolata sull'area) del canone, la riduzione a 50.000 euro quale importo massimo per i raccordi industriali allacciati alla rete ferroviaria prima del dicembre 2009. "Alcuni miglioramenti sono stati dunque raggiunti - ha commentato l'assessore Riccardi - ma avvertiamo tutti l'esigenza di proseguire il lavoro, per continuare ad essere una delle prime aree economiche nazionali a maggior densità ferroviaria". ARC/RM