Trieste, 25 ott - L'Italia è riferimento in Europa nella lotta all'alcolismo ed a tutti i problemi alcolcorrelati, fenomeno che ogni anno causa 900 morti e 7.500 ricoveri ospedalieri solo in Friuli Venezia Giulia.
"Sono dati - ha commentato il vicepresidente della Regione e assessore regionale alla Salute Luca Ciriani a margine di "Le Regioni e le Province Autonome italiane si interrogano sui problemi alcolcorrelati: politiche, strategie, organizzazione dei servizi", convegno in corso di svolgimento al Centro Congressi della Stazione Marittima di Trieste - che ci impongono di continuare ad affrontare questo tema con serietà e consapevolezza, coinvolgendo tutte le componenti della società, ovvero istituzioni, associazioni, scuola, ambienti di lavoro e soprattutto le famiglie". "La nostra Regione - ha aggiunto - ha fatto molti passi avanti sulla strada della prevenzione e dell'assistenza, deliberando le linee di indirizzo per i servizi di alcologia, dei medici di medicina generale e delle commissioni mediche locali per le patenti di guida, approvando delibere di indirizzo per il rapporto alcol-lavoro e sostenendo importanti progetti internazionali sul bere giovanile. Nel panorama regionale - ha sottolineato - va elogiato l'operato di associazioni di volontariato e di mutuo aiuto come, ad esempio, il Club degli Alcolisti in Trattamento e gli Alcolisti Anonimi". Il convegno è stato aperto oggi e si concluderà sabato prossimo, 27 ottobre, al termine di una tre-giorni che prevede molte sessioni parallele dove le Regioni italiane avranno modo di confrontarsi e definire strategie comuni che, ha spiegato Francesco Piani, coordinatore del gruppo tecnico interregionale Alcol della Commissione Salute, rappresentano un vero e proprio Modello Italia caratterizzato da, in primis, una forte coesione di intenti e di operato tra tutte le forze in campo, dalla capacità di unire pubblico e privato in maniera omogenea ed efficace e da una serie di eccellenze qualitative negli aspetti fondamentali quali monitoraggio, cura, accoglienza, ricerca e riabilitazione.
"Prima di tutto viene la necessità di fare rete - ha evidenziato Piani nel suo intervento - perché solo in questo modo, attraverso i medici di famiglia, i parroci e tutti i possibili elementi di congiunzione sociale, si possono intercettare anche i border-line, ovvero coloro i quali ancora non riconoscono il problema ma si trovano già a doverne affrontare le conseguenze sul lavoro, in famiglia e, in generale, nella vita di tutti i giorni". Tra i programmi di contrasto all'alcol che vedono attivamente impegnato il Friuli Venezia Giulia, in sinergia con altre Regioni, è stato citato All4You, avviato nello scorso gennaio (si concluderà a settembre 2013) assieme al Veneto e al Land austriaco della Carinzia, un progetto transnazionale che ha come obiettivo la promozione tra i giovani di uno stile di vita sano e di comportamenti che contrastino il consumo di alcol quale strumento di benessere. ARC/FC