Passariano (Villa Manin), 21 giu - L'internazionalizzazione delle aziende del FVG, la partita dell'innovazione, le politiche per le infrastrutture, sono fattori decisivi e strategici per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia. Lo ha confermato oggi il presidente della Regione Renzo Tondo intervenendo alla prima giornata dell'incontro dedicato al ''Futuro dell'internazionalizzazione per le imprese del Nord Est'', promosso a Villa Manin di Passariano (domani l'evento si trasferirà a Pordenone) dalla Finest, presieduta da Renato Pujatti, in collaborazione con la SACE. Evidenziando come le attività per l'export debbano costituire un obiettivo principale per l'economia del Friuli Venezia Giulia (esportazioni che contano circa il 10 per cento nell'ambito di tutto il Nord Est italiano - un totale 2011 di 117,5 miliardi di euro, ha illustrato Pietro Celi, del ministero dello Sviluppo economico), il presidente Tondo ha ricordato che la riduzione del debito regionale, oggi calato del 37 per cento, ''con la prospettiva di contenerlo sotto il miliardo a fine anno'', ha permesso alla Giunta regionale di convogliare maggiori risorse per lo sviluppo. Più finanziamenti al sistema economico, dunque, in questi difficili momenti di crisi, pari a 420 milioni di euro negli ultimi due anni, in grado di sostenere circa 3.000 imprese del FVG, ha osservato il presidente della Regione, che ha anche indicato nelle prossima manovra di assestamento al bilancio un ''budget'' di 100 milioni di euro per supportare il sistema economico. L'altra ''gamba'' importante dell'intervento regionale resta poi il settore delle infrastrutture di trasporto, ha evidenziato Tondo, nella consapevolezza che le direttrici viarie che attraversano il Friuli Venezia Giulia (''cerniera del Paese e dell'Europa mediterranea'') rappresentano un servizio per la nostra regione e per l'Italia. Tondo ha quindi messo in evidenza l'esigenza - segnalata anche dall'assessore regionale alle Attività produttive Federica Seganti e da Luigi Dante, rappresentante esecutivo Sviluppo affari Italia della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo/BERS - di uniformare le attività a favore dell'internazionalizzazione, considerata l'attuale ''frammentazione'' di interventi e soggetti istituzionali a ciò dedicati, ha affermato Dante, o ''le presenti sovrapposizioni'', secondo la Seganti. ''L'internazionalizzazione non è una scelta, è un obbligo'', ha detto lo stesso delegato BERS, per cui appare fondamentale la scelta della Regione degli scorsi mesi di dotarsi di un organico Piano strategico per l'Internazionalizzazione 2012-2014, ha poi illustrato l'assessore Seganti, che punta su quattro distinti assi di breve e medio periodo. In primis, per la Seganti, si tratta di ''recuperare quote di mercati esteri'', passando quindi alla diversificazione degli strumenti e delle strategie di internazionalizzazione, alla costituzione di nuove forme di aggregazione e reti d'impresa (un fattore molto importante, ha confermato il direttore generale per la Promozione degli Scambi del dicastero dello Sviluppo economico, Celi) ed alla creazione di partenariati territoriali per l'internazionalizzazione. Oggi il Nord Est italiano contribuisce per il 31 per cento al totale nazionale dell'export (il Nord Ovest per il 40 per cento) e quasi 3/4 di queste esportazioni sono indirizzate verso Paesi europei, Ue e non Ue. Il 15 per cento delle vendite italiane all'estero raggiunge la Germania; a seguire nell'ordine Francia, USA e Gran Bretagna. Sempre secondo il direttore Celi oggi l'export italiano, che comunque prosegue nella sua espansione, contribuisce al 25 per cento del PIL nazionale. Ma in prospettiva, ha concluso Luigi Dante, occorre che l'Italia da ''esportatore'' divenga ''investitore all'estero'', con il rischio, altrimenti, di perdere le posizioni raggiunte: come ha identificato il presidente Pujatti, ''crescere all'estero per crescere in Italia''. ARC/RM