Palmanova, 7 mag - Saranno completati con l'inizio dell'estate i 15 chilometri del canale scolmatore progettato da Mereto di Capitolo, sul torrente Brentana, in Comune di Santa Maria la Longa, fino al torrente Torre, nel territorio del Comune di San Vito al Torre.
Lo ha annunciato il vicepresidente della Giunta regionale e assessore all'Ambiente e alla Protezione civile Luca Ciriani che questa mattina ha effettuato un sopralluogo al cantiere di questa grande opera destinata a funzionare come by-pass idraulico e a scongiurare definitivamente il pericolo di esondazioni in un ampio territorio dell'alta pianura friulana, a occidente del Torre, comprendente i comuni di Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Palmanova, Pavia di Udine, San Vito al Torre, Santa Maria la Longa, Trivignano Udinese e Visco. Come ha potuto constatare lo stesso Ciriani, che nella visita era accompagnato da sindaci e amministratori locali, da responsabili del Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento, che ha curato il progetto insieme al Comune di Trivignano, e dell'impresa costruttrice, la Vidoni spa di Tavagnacco (UD), "il cronoprogramma previsto sarà pienamente rispettato, consentendo di mettere finalmente in sicurezza un'area troppo spesso interessata da allagamenti ed esondazioni, con danni alle attività produttive e ai privati cittadini".
Grazie a fondi regionali per 10,2 milioni di euro, resi disponibili attraverso la Protezione civile, e a 2,5 milioni erogati dal ministero dell'Ambiente attraverso il Comune di Trivignano, ma con un'unica gara d'appalto, dall'inizio di marzo dello scorso anno una quarantina di mezzi e 50 operai sono quotidianamente al lavoro per realizzare un grande canale scolmatore, largo fino a 24 metri con una portata di 20 metri cubi al secondo, che correndo prevalentemente lungo l'ex sede ferroviaria denominata del "Sassetto", sarà in grado di ridurre la quota di piena di diversi corsi d'acqua, incanalandoli verso il Torre. Nonostante un rallentamento, dovuto alla necessità di rimuovere alcuni ordigni bellici risalenti alla prima guerra mondiale, fino ad oggi sono stati fatti qualcosa come 300.000 metri quadri di scavi e, come ha spiegato il progettista Massimo Canali, si prevede di completare il tutto ai primi di luglio.
Dopo di che rimarranno da realizzare, prevedibilmente entro l'inizio dell'inverno, due nodi idraulici, a Mereto di Capitolo e Jalmicco (Palmanova). "Niente più acqua nelle case", ha commentato con soddisfazione il vicepresidente Ciriani, ricordando le esondazioni del 2004 e del 2007, a seguito delle quali fu deciso questo "imponente intervento infrastrutturale, uno tra i più grandi mai appaltati in Friuli Venezia Giulia, fatta eccezione per le autostrade: un provvedimento che rientra nelle tante iniziative di prevenzione dalle calamità naturali avviate dall'Amministrazione regionale, volte ad evitare di disperdere risorse ed energie per porre rimedio ai danni provocati". ARC/PPD