Trieste, 4 feb - Due piste in più ''in uscita'' (dalle attuali 7 a 9) ovvero in direzione Trieste, un impianto segnaletico in grado di ''guidare'' gli utenti e utilizzo di personale ausiliario di piazzale, i cosiddetti ''movieri'', per indirizzare il flusso delle vetture. Sono le novità in arrivo per la barriera di Trieste Lisert, in vista dell'incremento estivo del traffico e degli esodi che caratterizzano i fine settimana, durante i quali il flusso di veicoli raggiunge picchi di 3.500 veicoli all'ora. Cuore dell'intervento, la riorganizzazione della struttura del casello, il cui progetto è stato illustrato dal vice-commissario per l'emergenza in A4 Riccardo Riccardi, affiancato dai progettisti di Autovie Venete, al Comitato Tecnico Scientifico, che ha dato il via libera ai lavori. ''La barriera del Lisert - ha affermato Riccardi - è la seconda criticità della A4, dopo il ''collo di bottiglia'' rappresentato dall'innesto del Passante di Mestre al tratto autostradale in direzione Trieste''. ''Lì, infatti, si sono spostate le code di Villabona - ha aggiunto - e lì bisognava intervenire. Lo abbiamo fatto suddividendo le opere in due fasi: la prima, realizzabile in tempi rapidi, con un aumento di piste; la seconda, di più ampia portata e quindi con tempi più lunghi di realizzazione, comporterà il rifacimento completo del fabbricato di stazione e avverrà contestualmente alla realizzazione della terza corsia''. Definito tecnicamente ''Struttura addizionale di esazione d'emergenza'', l'intervento è piuttosto complesso anche perché va ad incidere su un'area di particolare delicatezza ambientale. I lavori, grazie all'utilizzo delle procedure commissariali che consentono di ridurre notevolmente i tempi, inizieranno a breve, con l'obiettivo di concludersi entro il mese di giugno, in tempo per gli esodi estivi. Le nuove opere, il cui costo è di poco inferiore al milione di euro, interesseranno unicamente una porzione interna del piazzale, e prevedono la rimozione di una parte delle barriere stradali, dei punti luce e della pensilina che attualmente protegge la zona riservata al parcheggio delle auto aziendali, la demolizione di una cabina e la rimozione di un'aiuola in terra che separa il piazzale di uscita dalle piste in ingresso oltre, naturalmente, alla demolizione della pavimentazione stradale nell'area di costruzione delle nuove cabine di esazione. A ciò vanno ad aggiungersi tutti il lavori necessari alla riorganizzazione degli impianti accessori, dallo smaltimento delle acque, al rifacimento degli impianti elettrici per l'alimentazione delle cabine e dell'illuminazione fino all'implementazione dei sistemi tecnologici.
''L'inadeguatezza strutturale della barriera di esazione del Lisert - ricorda il presidente di Autovie Venete Emilio Terpin - ha contribuito alla congestione che si è creata durante le giornate di esodo della scorsa estate, con code superiori ai 20 chilometri. Un fenomeno che contiamo di contenere grazie ai lavori di potenziamento programmati senza però, sia chiaro, farci troppe illusioni. Miglioramenti ci saranno, ma ciò non significa niente code''. Ci tiene a sottolineare, Terpin, l'importanza del ''fattore umano''. ''Come sempre, Autovie Venete metterà in campo il maggior numero possibile di operatori - segnala - incrementando il loro numero anche alla barriera del Lisert. L'esperienza di cui dispongono, infatti, consente loro di assumere e mettere in pratica i correttivi più adatti a seconda dell'evoluzione della situazione''. ARC/Com/PPD