Trieste, 1 feb - A partire da oggi chi desidera aderire al volontariato per la sicurezza può presentare domanda in Regione sino al 28 di febbraio. Riparte così un percorso avviato esattamente un anno fa, con le prime iscrizioni di quanti aspiravano ad entrare ufficialmente nell'elenco regionale dei volontari per la sicurezza, indossare il giubbotto ed il berrettino che costituiscono la loro divisa ufficiale e svolgere un'attività di supporto sotto il coordinamento dei comandanti della Polizia locale. Il consuntivo del primo anno di quest'esperienza è stato fatto oggi dall'assessore regionale alle Attività produttive e sicurezza Federica Seganti, la quale ha ricordato che in molte località è stata la stessa Polizia locale a sollecitare la nascita di tali figure. Parlando dello scarso successo dell'iniziativa nel capoluogo, l'assessore ha evidenziato come esso sia dovuto al fatto che ''Trieste ha un numero di forze dell'ordine che rappresenta un primato per l'Italia e questo contribuisce al buon livello di percezione della sicurezza, anche se rimangono alcuni elementi scoperti in relazione alla sicurezza urbana, come i borseggi negli autobus, le truffe agli anziani e gli atti di vandalismo e bullismo nelle scuole, tutti temi da affrontare in futuro in maniera un po' più determinata''.
Nel resto del Friuli Venezia Giulia ''i problemi sono connessi ai furti nelle case nell'area tra Bassa friulana e Pordenonese, ad imprese che operano al di là delle norme in alcune aree e ad una serie di situazioni diversificate da tenere comunque sotto controllo'' ha spiegato l'assessore, ricordando che non a caso i volontari per la sicurezza esistono in regione da una decina d'anni, indossano divise fornite loro dai Comuni e da ora potranno almeno esercitare le loro funzioni in maniera regolamentata. Molti dei 502 richiedenti d'ambo i sessi risultati in possesso dei requisiti psicofisici sono quindi, a tutti gli effetti, volontari per la sicurezza d'antica data che ora si ritroveranno inquadrati in un elenco di cui hanno fatto parte da subito i 49 che avevano prestato servizio nelle forze dell'ordine. A questi, una volta seguiti i corsi e superati gli esami finali, se ne sono già aggiunti altri 202. In tutto erano stati infatti 195 gli ammessi alla formazione di 20 ore per l'impiego in tutte le attività indicate, mentre 258 avevano avuto accesso a quella ridotta di 4 ore per venir impiegati a supporto della sicurezza stradale.
A proteggerli nel loro lavoro di affiancamento della Polizia locale ci saranno, oltre a berretto e giubbotto, una adeguata assicurazione e, al caso, telefonino o walkie talkie per mettersi in contatto con i loro diretti referenti. I corsi per quelli impiegati in più attività prevedono lezioni sui diritti fondamentali dei cittadini, sul ruolo e le competenze della Polizia locale, sulle relazioni funzionali tra i servizi coinvolti nelle politiche di sicurezza urbana, i servizi sanitari e le autorità di pubblica sicurezza, oltre a nozioni essenziali di diritto penale e civile. Dal punto di vista tecnico, viene insegnata la capacità di individuare situazioni critiche e vengono date nozioni di primo soccorso e sulla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro. Chi opererà a supporto alla sicurezza stradale ha ricevuto invece nozioni di circolazione stradale con particolare riferimento ai compiti loro assegnati.
''L'organizzazione dei volontari per la sicurezza è poco più che a costo zero, dal momento che i docenti dei corsi lavorano a titolo gratuito e che le divise costano 5 euro a persona'' riferisce l'assessore Seganti, ricordando che, tra novembre e dicembre 2010, sono stati organizzati 17 corsi per chi sarà impiegato nella sicurezza stradale (9 in provincia di Pordenone, 7 in provincia di Udine e 1 in quella di Gorizia) con la collaborazione di 23 Comuni. ARC/LVZ