ENERGIA. CAPOZZI (M5S): GIUNTA NON RISPONDE, IMPIANTI BESS PROLIFERANO

(ACON) Trieste, 28 lug - "Quattro mesi or sono avevamo chiesto all'assessore Scoccimarro di rendere note le istanze per l'installazione di impianti di accumulo di energia, denominati Battery Energy Storage System, ovvero Bess, che tante preoccupazioni stanno dando ai cittadini della nostra regione. Tuttavia, non abbiamo mai ricevuto da lui alcuna risposta". La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), affidandosi a una nota stampa, manifesta apertamente le proprie lamentele "alla luce della mancata attenzione da parte del componente dell'Esecutivo del Friuli Venezia Giulia, titolare della delega all'Energia, nei confronti dell'interrogativo da lei espresso e legato agli impatti concreti delle strutture di accumulo". "Si dice spesso che gli impianti fotovoltaici ed eolici, o anche questi sistemi di accumulo utili alla loro diffusione, vengono imposti dall'Europa. In realtà - spiega la Capozzi -, la loro diffusione indiscriminata è invece frutto di mancata programmazione e di carente pianificazione. È proprio questo il caso del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, aggiornato dal Governo l'anno scorso, che aveva previsto l'installazione di 12,5 GW di impianti di accumulo di tipo Bess". "Per rispettare questa cifra - precisa la pentastellata -, in Friuli Venezia Giulia avremmo dovuto installare impianti di accumulo per circa 300 MW di potenza, sulla cui potenziale pericolosità si sono espresse le Aziende sanitarie regionali e lo stesso ministero degli Interni. La realtà ci dice che, al momento, sono già stati autorizzati gli impianti di Pavia di Udine (da 200 MW, già in funzione), quelli di Fogliano-Redipuglia (206,5 MW) e di Remanzacco (25 MW), nonché quello che ha scatenato le ire dei cittadini per la sua vicinanza alle abitazioni di Pasian di Prato (25 MW). A questi, dobbiamo aggiungere i sistemi per i quali è stata avanzata istanza al ministero della Sicurezza energetica, ovvero uno a Buja da 25 MW e uno a Porpetto da 65 MW, dei quali avevamo parlato già nei mesi scorsi, anche all'interno delle nostre interrogazioni. Nel frattempo, a questi se ne sono aggiunti addirittura altri dieci". "In attesa del via libera ministeriale e regionale - dettaglia la rappresentante del M5S - ci sarebbero altri quattro impianti a Pasian di Prato (per un totale di 318 MW), un altro a Pavia di Udine (90 MW), uno a Santa Maria la Longa (104 MW), uno a Gemona del Friuli (112 MW), quello di Martignacco (100 MW), uno a San Quirino da 9,9 MW, infine quello più recente da realizzarsi a Cividale del Friuli abbinato al parco eolico Pulfar da 20 MW". "Questi dati ci sono stati forniti dal ministero e dalla Regione, anche se non possiamo sapere quante di queste installazioni verranno effettivamente realizzate. Insieme, comunque, garantirebbero una capacità di accumulo di 1,3 GW - conclude la Capozzi - in un'area alla quale i Piani nazionali chiedono al massimo 300 MW. Il fatto che non ci sia la possibilità per il pubblico di intervenire nel corso di queste fasi autorizzative, rimane altresì il vero problema. I cittadini, per contro, si accorgono della presenza di questi impianti sempre a cose fatte. Come avvenuto a Colloredo di Prato, dove le proteste si sono sviluppate a causa dell'installazione di un impianto da 25 MW a pochi metri soltanto dalle abitazioni. Tuttavia, dati alla mano, siamo di fronte ad altre quattro istanze per una potenza di dieci volte superiore. Su tutto questo, però, l'assessore Scoccimarro non vede, non sente e nemmeno parla". RCM