KOSIC, PER IL BURLO (TS) NESSUN DECLASSAMENTO

Trieste, 05 ott - L'Amministrazione regionale non ha alcuna intenzione di depotenziare o declassare il Burlo Garofolo di Trieste, né di metterne in discussione il ruolo di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. L'incardinamento della funzione trasfusionale del settore materno-infantile nel Dipartimento di area vasta risponde esclusivamente alla volontà di rafforzare gli aspetti organizzativi, migliorando l'efficienza e la qualità delle prestazioni, anche grazie alla condivisione di esperienze e di conoscenze tra i professionisti dell'ospedale infantile e quelli che operano all'Azienda ospedaliero universitaria. Lo ha precisato oggi l'assessore regionale alla Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali, Vladimir Kosic, incontrando i giornalisti assieme al direttore generale del Burlo Mauro Melato, ai direttori scientifico Giorgio Zauli, sanitario Dino Faraguna, ed amministrativo Costanza Santin, e alla dirigente infermieristica Patrizia Bottegaro. Sono intervenuti anche i consiglieri regionali Piero Camber e Piero Tononi. Le peculiarità del Burlo non vengono toccate, ma al contrario stiamo lavorando per rilanciare il Burlo, per rafforzarne la dimensione di riferimento nazionale ed internazionale, ha spiegato l'assessore. Sul servizio immunotrasfusionale, che è fondamentale e per questo deve poter operare al meglio in qualunque condizione, è stata semplicemente introdotta una nuova strutturazione che, nello spirito del Piano sociosanitario regionale, è basata sulla centralità della persona e sulla volontà di adeguare i servizi ai bisogni. Nessun impatto negativo sui cittadini ma anzi una maggiore operatività, nelle 24 ore. Parallelamente nemmeno il personale ha ragione di preoccuparsi, perché il rapporto di lavoro prosegue senza soluzione di continuità. Dal modello dipartimentale, dunque, sia la Regione che la direzione del Burlo si aspettano ricadute positive. Il Dipartimento nel nuovo assetto sarà in grado di garantire tutte le prestazioni attualmente offerte al Burlo e di introdurne di altre, quali l'utilizzo di emocomponenti filtrati. Migliorano anche le prospettive della ricerca scientifica, perché anch'essa beneficerà dell'integrazione di professionalità. Ed in ogni caso sarà istituita una struttura operativa semplice per valorizzare le specificità trasfusionali delle diverse tipologie di pazienti, quali donne in gravidanza, neonati, bambini affetti da neoplasie e pazienti destinatari di trapianti di cellule staminali emopoietiche. ARC/PPD