(ACON) Trieste, 4 feb - "Alle situazioni complesse non possono
essere date risposte semplici, ma sia chiaro che insegnanti e
dirigenti non possono essere lasciati soli".
Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd), intervenendo nel dibattito sull'utilizzo del niqab
all'interno delle aule scolastiche.
"È necessario affrontare un serio processo di inclusione che, per
evitare radicalizzazioni conseguite alle politiche della destra
in questi anni, preveda contatti con le famiglie, in un percorso
- evidenzia la dem - che faccia comprendere il valore delle
regole alla base dello stare insieme".
Fasiolo ricorda che "al momento non c'è una norma specifica che
vieti il velo integrale tra i banchi di scuola. Questo fu il
parere dell'Ufficio scolastico regionale del Fvg a seguito del
caso accaduto a Pordenone lo scorso anno, che accese un vivace
dibattito su come coniugare diritti fondamentali alla relazione
dei bambini e adolescenti con il diritto alla libertà religiosa e
l'emancipazione femminile. La vicenda è certamente complessa e
non esistono risposte facili. La scuola si trova ad affrontare un
dilemma: da un lato il rispetto delle differenze e della libertà
religiosa, dall'altro la tutela dei diritti dei bambini e
degli/delle adolescenti e la promozione di una società inclusiva,
che favorisca emancipazione, istruzione e lavoro".
Secondo l'esponente della Minoranza in Consiglio regionale, "se
le scuole devono favorire l'inclusione, devono mettere tutte e
tutti nella condizione di rispettare i programmi scolastici che
non escludono attività fisico-sportive, percorsi di alternanza
scuola-lavoro che, in alcuni settori, a fronte dell'assenza di
precondizioni di base di comunicazione interattiva, rischiano di
essere impraticabili. I docenti hanno necessità di relazionarsi
con tutti gli studenti e le studentesse a volto scoperto, il
burqa totale ostacola la relazione, addirittura
l'identificazione".
"La relazione comunicativa - conclude Fasiolo - è alla base del
percorso scolastico e di crescita della persona, perciò è persino
banale osservare che il tema vada affrontato e risolto. Va però
messo in conto che il processo è difficile e per avere successo
deve uscire da determinati schemi. Le risposte identitarie sono
tanto più radicali quanto meno utilizziamo le strategie giuste,
quelle comunicative e dialoganti".
ACON/COM/red