Trieste, 18 set - Sostituire i bandi per l'assegnazione delle case messe a disposizione dall'edilizia pubblica con uno strumento più snello, come ad esempio una graduatoria a sportello che garantisca ai cittadini risposte immediate nei momenti di reale necessità, e il coinvolgimento dei privati, e in particolare del sistema bancario, nell'incremento del patrimonio di case popolari da mettere a disposizione delle fasce più deboli della popolazione.
Sono queste le proposte che hanno fatto rispettivamente gli assessori alle Autonomie locali, Pianificazione territoriale e Sicurezza, Federica Seganti, e all'Ambiente, Lavori Pubblici e Sport, Elio De Anna, partecipando questa mattina al convegno ''FVG:10 anni di ATER - Dalla casa popolare all'housing sociale'', organizzato dall'Ater di Trieste in sinergia con le altre Aziende territoriali regionali.
L'iniziativa, cui ha preso parte anche il direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, Marcello Arredi, è stata coordinata dal presidente dell'Ater di Trieste, Perla Lusa, che nel suo intervento ha evidenziato uno scenario inquietante.
Fermo restando il trend attuale, ha spiegato Perla Lusa, nel 2015 in Friuli Venezia Giulia saranno circa 8400 le domande d'alloggio inevase, con un costo ulteriore per il sistema delle Ater regionali di circa un miliardo di euro nel caso si volesse soddisfarle, oppure con il rischio di un netto incremento della tensione abitativa.
In pratica, nonostante l'innegabile impegno posto in atto su tutto il territorio, che porterà alla messa a disposizione di 6393 alloggi, una proiezione al 2015 fa prevedere un'ipotesi complessiva di 17.199 domande, con il rischio concreto di non poterne soddisfare 10.806.
Sono trascorsi 10 anni da quando il legislatore regionale decise di trasformare i 5 IACP del Friuli Venezia Giulia in Ater e da allora, ha detto Lusa, molto è stato fatto.
Il regione sono 2.365 gli alloggi realizzati, in prevalenza con interventi di recupero, oltre alle migliaia di appartamenti che, rimessi a nuovo, hanno consentito la stipula di 11.928 contratti di locazione, mentre le abitazioni vendute a prezzo di mercato sono state 2.479.
In tutto sono stati fatturati, per i canoni di locazione, oltre 336 milioni di euro (il livello di morosità è stato del 2 per cento), cui vanno aggiunti ricavi di regia per 29 milioni di euro e gli 81 milioni messi a disposizione dal fondo sociale regionale.
Gli inquilini dell'edilizia sovvenzionata (la prima missione dell'Ater) sono in regione 26.084, con un canone medio di locazione di 119 euro. Attualmente la percentuale di alloggi non occupati è del 5 per cento.
Un quadro di tutto rispetto che la Regione supporta corposamente, come ha rilevato l'assessore De Anna, mettendo a disposizione delle politiche per la casa circa 160 milioni di euro all'anno, cifra che comprende, ovviamente, anche il sostegno al pagamento degli affitti, introdotto dalla legge 6/2003. Uno strumento normativo varato dalla prima Giunta Tondo e più direttamente dall'assessore Federica Seganti, che aveva la delega ai Lavori pubblici e alle Politiche abitative.
Ribadendo l'urgenza del coinvolgimento del capitale privato nella realizzazione delle case popolari ''come del resto già si sta facendo per l'edilizia convenzionata e agevolata'', l'assessore De Anna ha evidenziato l'impegno del Governo regionale sia nella verifica dell'efficacia dei regolamenti attuativi dei diversi canali contributivi sia nell' impostazione delle variazioni rese necessarie dalle esigenze dell'utenza.
A tale proposito, De Anna ha affermato che sottoporrà prossimamente all'approvazione dell'esecutivo sia le modifiche che apriranno la strada al piano vendita degli alloggi Ater, che quelle inerenti alle agevolazioni per l'edilizia convenzionata, agevolazioni che consentiranno alle Ater una migliore operatività in un settore che comporta l'applicazione agli assegnatari di canoni concordati e agevolati.
De Anna ha anche ricordato gli oltre 73 milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione delle Ater per ''iniziare con largo anticipo e sulla base della certezza delle risorse a disposizione, l'iter per la realizzazione di 522 alloggi da costruire e/o acquistare per dare al più presto una risposta alla domanda abitativa in Friuli Venezia Giulia''.
Iniziative da attuare al più presto, ha detto De Anna, attraverso il ben più agile ''programma concordato'', ancora da approvare in Giunta regionale, rispetto all'attuale e complesso accordo di programma tra la Regione, l'Ater e i Comuni, sottolineando l'impegno della Giunta nella valutazione delle potenzialità del territorio e delle aree disponibili.
Un discorso che, se è possibile nel resto del Friuli Venezia Giulia, è più difficile a Trieste, ha notato l'assessore Seganti, ricordando che il capoluogo è una città fortemente urbanizzata.
Una città da cui è partita la riforma, avviata con la L.R. 6/2003, che ha consentito alle Ater di ampliare il proprio patrimonio acquistando immobili da destinare all'edilizia sovvenzionata e convenzionata, destinandoli a una fascia media di utenza.
Dopo un accenno alla funzionalità del nuovo Codice dell'edilizia (attualmente al vaglio della competente Commissione consiliare), ai lavori di manutenzione e ripristino delle case Ater, l'assessore Seganti ha lanciato, nell'ottica di una sburocratizzazione del sistema, la proposta dell'eliminazione dei bandi per l'assegnazione delle case popolari.
''Dobbiamo guardare le cose in prospettiva - ha detto Seganti - e, così come eliminammo, proprio con la legge 6/2003, i bandi per l'acquisto della prima casa, dovremmo arrivare all'eliminazione dei bandi per l'accesso alle case Ater, sostituendoli con uno strumento dinamico e in grado di dare risposte in tempo reale alle necessità dei cittadini, velocizzando sia l'entrata che l'uscita dal sistema abitativo messo a disposizione dalle Aziende territoriali''.
L'assessore De Anna ha infine confermato il suo impegno nell'attuazione del Piano casa nazionale, ''che individua le linee di intervento per un recupero del patrimonio residenziale esistente che tenga conto del disagio abitativo nelle diverse realtà territoriali. Un impegno in cui le Ater del Friuli Venezia Giulia volgeranno un ruolo attivo''.
ARC/LVZ