POSSIBILE SVILUPPO VALLI DEL NATISONE

San Leonardo, 14 mar - Negli anni '50 le Valli del Natisone contavano 20 mila abitanti; oggi ne sono rimasti 6 mila, mille dei quali nei paesi di montagna e il resto, con una media di età elevata, nei centri di fondovalle. Il territorio comprende 130 kmq di montagna e 20 di fondovalle. Sono i dati che il sindaco di San Leonardo ha illustrato oggi al presidente della Regione, per sottolineare il problema principe di queste Valli, contemporaneamente conseguenza e causa dei problemi che gli amministratori locali devono affrontare: lo spopolamento. All'incontro nel municipio di San Leonardo, hanno partecipato anche il sindaco di San Pietro al Natisone e il presidente della Comunità montana. Viabilità, gestione delle cave di pietra piasentina, scuole, lingua locale, reti di telecomunicazione, turismo, sono tra i problemi indicati dagli amministratori locali. La Regione risponde notando che la situazione di isolamento dovuta alla presenza di un confine un tempo difficile, che non invitava a investire nella zona, sta cambiando dopo l'ingresso della Slovenia nell'Unione europea e nell'area Schengen. Questo cambiamento potrà portare anche benefici economici. Uno sviluppo di attività rivolte al turismo è possibile anche guardando all'insieme dell'area orientale comprendente le Valli del Torre, del Natisone, i Colli orientali del Friuli e il Collio, sia attraverso l'agriturismo già presente sia attivando l'albergo diffuso. Non mancano infatti bellezze naturali e prodotti agroalimentari di pregio. C'è inoltre da cogliere l'opportunità che offre la tendenza a cercare abitazione fuori dalle città, utilizzando anche i fondi messi a disposizione dalla Regione per acquisti e ristrutturazioni da parte degli enti locali di edifici che possono essere affittati o venduti a giovani coppie. Per quanto riguarda le cave, da parte dell'amministrazione regionale è già stato predisposto un disegno di legge con relativo piano sulle attività estrattive, nel quale prevedere un ritorno economico più significativo al territorio che consente l'attività di escavazione. Si può inoltre guardare alle opportunità offerte dal telelavoro, un settore da rendere attivo con la realizzazione della rete a larga banda soprattutto nelle aree svantaggiate di montagna. La diversità linguistica, infine, è ritenuta un fattore positivo perché proprio l'incontro e il dialogo di culture e lingue diverse favorisce la creatività e la capacità di innovazione. ARC/GB