Udine, 8 mar - Nell'Auditorium della Regione, a Udine, si è svolto oggi il convegno dal titolo "Un genoma d'annata. Dal sequenziamento del genoma della vite alla viticoltura di domani", al quale hanno partecipato numerosi ricercatori, tecnici, agricoltori e studenti. Hanno partecipato ai lavori il presidente della Regione, l'assessore alla Ricerca e l'assessore alle Risorse agricole. In seguito al completamento del sequenziamento del genoma della vite, portato a termine in ottobre dello scorso anno dal consorzio italo-francese Vigna, i ricercatori hanno oggi incontrato gli operatori del settore per offrire a loro un contributo nella soluzione di certi problemi, riguardanti la viticoltura. Il completamento del sequenziamento del genoma della vite garantirà ricadute a breve e medio termine al settore vitivinicolo, grazie alla possibilità di creare nuove varietà di vite di maggiore qualità e resistenti ai funghi, oltre che di realizzare la caratterizzazione di varietà e cloni di vite per i vivaisti. Il mercato primario relativo a questo progetto sono i vivai viticoli che producono le barbatelle destinate ai viticoltori ed, in seguito, le imprese operanti nel campo delle biotecnologie e della bioinformatica. Nel corso del convegno è stato evidenziato il ruolo della Regione per lo svolgimento del progetto Genoma. La straordinaria e veloce scoperta dei ricercatori, che pone le basi per altri sviluppi nel campo, è per il Friuli Venezia Giulia motivo d'orgoglio. Per fronteggiare la concorrenza nel settore vitivinicolo, è stata proposta per la coltivazione la selezione di quelle varietà, che sono già resistenti a molte patologie. In questo modo si verificherebbe una riduzione del costo dei prodotti fito-sanitari (con conseguente miglioramento della qualità dell'ambiente) ed un miglioramento della qualità della produzione. ARC/MCH